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Senzaunameta

...va dove ti porti...
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July 21

ANNUNCIO SOLENNE

Questo blog non ha più nessuno motivo per continuare ad essere aggiornato.
Oggi "senzaunameta", ironia della sorte, ha raggiunto la sua meta, la fine.
Qui finisce tutto per rinascere da un'altra parte; forse più vivo, forse più impegnato, forse migliore o forse solo perchè era ora di cambiare.
Chi trovava e trova ancora interessanti le mie parole, potrà continuare o iniziare a seguirmi su
http://ogginonsonomorto.splinder.com/.
Questo blog non verrà cancellato, quindi chi vorrà fare un viaggio nella memoria potrà farlo tranquillamente in ogni momento.
Grazie a tutti quelli che hanno partecipato.
 
The End
June 06

Musica & Emozioni

Andrea Parodi, il coraggio ha voce

L'ex Tazenda si racconta a Tgcom

 

Il grande pubblico lo ricorda come la voce dei Tazenda, per l'impresa di aver reso "pop" una lingua difficile e affascinante come il sardo (con brani da pelle d'oca come "No Potho Reposare") e per il successo sanremese di "Spunta la luna dal monte" (premio della critica alla kermesse canora nel '91). Solo una nicchia di aficionados ha invece seguito il percorso artistico solista di Andrea Parodi, che ai riflettori della popolarità ha preferito una carriera da indipendente, lontana da compromessi commerciali e case discografiche, ma ricca di soddisfazioni e collaborazioni importanti: Noa, Al di Meola e Mauro Pagani, per fare solo qualche nome. Da tempo "allergico" alla tv, il cantante è tornato di recente nel piccolo schermo ospite della trasmissione mattutina di Maurizio Costanzo (mercoledì 7 giugno sarà ancora ospite). E lì, irriconoscibile per i capelli rasati - tutti se lo ricordavano con una lunga chioma e, negli ultimi anni, una folta barba quasi da asceta - ha cantato con la sua voce unica, ha raccontato di sè e della malattia incurabile che lo ha colpito. Abbiamo raggiunto Andrea per ascoltare la sua testimonianza di uomo e artista straordinario, in un momento così difficile, ma anche magico: a giorni sua moglie darà alla luce una bimba.

Ciao Andrea, come stai?
Tornare a cantare dopo tanti mesi è stato difficile. Sono in chemio da gennaio, quindi la voce è fuori allenamento. Sono come un giocatore che è rimasto fermo, ma mi dicono che da Costanzo ho cantato bene.

Come hai vissuto questi mesi?
La notizia del primo tumore allo stomaco è stata una mazzata, ho subito pensato che avrei perso la voce perché operandomi mi avrebbero tagliato il diaframma. Invece sono stato giudicato inoperabile e in un certo senso è stato meglio così, almeno posso cantare. Dev'essere che qualcuno mi ha ascoltato...

Raccontami di questi nove anni senza Tazenda, perché vi siete sciolti?
In effetti i Tazenda non si sono mai sciolti, da nove anni non lavoro più con loro e il motivo è che dopo i primi tre dischi non ero più soddisfatto. Troppi inquinamenti esterni e sentivo l'esigenza artistica di non chiudermi in un genere.

Quindi cosa è successo?
Non ho più voluto andare in tv e cantare in playback, ho cominciato a girare per i più importanti festival del mondo... Io mi esprimo bene negli spettacoli dal vivo, sono un cantante emozionale, una mia canzone non è mai uguale da una sera all'altra: dipende da come mi sento.

Però domenica a Porto Torres c'è stata la grande reunion...
Sì dopo tanti anni, quest'estate ci ritroviamo per almeno sei date, quattro in Sardegna e due sul continente. La prima è stata il 4 guigno a Porto Torres, dove sono nato.

Com'è andata?
E' stato bellissimo. C'era tantissima gente, ho sentito l'abbraccio del pubblico. Abbiamo suonato per due ore, ad un certo punto ho cominciato a sfogliare il libro delle canzoni dei Tazenda, e con voce e due chitarre ho riproposto dei frammenti di canzoni, anche a seconda delle richieste che venivano dal pubblico.

E con i tuoi colleghi?
A metà concerto mi hanno fatto sedere e mi hanno cantato "La cura" di Battiato.

La grande popolarità ti manca?
In realtà sto meglio di prima, il rischio quando sei famoso è di diventare un prodotto. Oggi ai miei concerti viene sempre molta gente, mi godo la famiglia e guadagno anche di più...

Dove hai trovato la tua ispirazione da solista?
Ho viaggiato un po' dappertutto, dalla Provenza alla Grecia, per conoscere altre realtà musicali e scoprire le melodie popolari del Mediterraneo. Poi, nel 2002, è uscito "Abacada", il mio primo album da solista.

Quando hai cominciato a cantare?
Canto da quando sono nato...

Sei noto per cantare in sardo, di dove sei originario?
Come ti dicevo, sono nato a Porto Torres. Ma mio padre era di Savona, figlio di pescatori, faceva il direttore di macchina sulle navi. Mia madre invece era sarda, molto attaccata alla terra, uno spirito un po' selvaggio. Una stanza della casa era occupata dal cavallo, pensa che mio nonno è stato l'ultimo dei "pony express" che hanno lavorato in Sardegna.

La tua storia personale fra Liguria e Sardegna ricorda un po' quella di De Andrè. L'hai  conosciuto?
Sì. Alla fine del'88 squilla il telefono, rispondo e sento "Sono De Andrè". "Sì e io sono Garibaldi...", mi è venuto da pensare. Invece era proprio lui. Era a Milano, mi ha invitato a cena e da lì è nata un'amicizia.

Come te lo ricordi?
Tutti dicono che era un po' orso, invece era una persona affabile. La prima volta che sono andato a casa sua era in cucina e mi ha accolto con queste parole: "Ciao, ho appena finito di preparare un minestrone alla genovese...". Ho sempre avuto molta stima di De Andrè, artisticamente negli ultimi anni era molto cresciuto.

Hai collaborato con lui per "Pitzinnos in sa gherra"
Sì, però quando incontravo De Andrè si parlava di tutto, ma poco di lavoro.

E della collaborazione con Al Di Meola che mi dici?
Mi ha notato lui mentre facevo il check sound prima di un concerto a Seui, in Sardegna, contro le scorie radioattive. Durante il concerto era in prima fila e, alla fine, mi ha detto: "Hai la voce più incredibile che abbia mai sentito, voglio fare qualcosda con te". (da quell'esperienza è nato lo spettacolo "Armentos" e il disco "Midsummernight in Sardinia", ndr).

I tuoi prossimi impegni?
Ci sono i concerti con i Tazenda. Poi porterò avanti il mio spettacolo "Andrea Parodi, d'altro canto", ma per il momento non ho potuto fissare date per le mie condizioni di salute. Farò pochi concerti e, dal momento che sono anche un interprete, canterò anche brani di altri: come "Hotel Supramonte" di De Andrè.

di Francesco Pederielli
 

May 31

No comment

Olanda, nasce partito dei pedofili

Si batterà per sesso a 12 anni

Si chiamerà "Amore del prossimo, libertà e diversità (NVD) il primo partito pedofilo, che nasce in Olanda. Si prepara a migliorare l'immagine della categoria e a dare battaglia per rendere libera la pornografia infantile e i rapporti sessuali fra adulti e bambini di più di 12 anni. "Educare i bambini significa anche abituarli al sesso. Proibire rende i bambini ancora più curiosi": questi i precetti del fondatore del partito.

"Ci hanno zittiti", ha rincarato la dose Ad van den Berg, 62 anni, l'esponente di Carità, Libertà e Diversità. "Il solo modo di farci sentire è attraverso il Parlamento", che appunto ha sede all'Aja, la città da "svegliare". Secondo la Nvd, il possesso di materiale pedo-pornografico non dovrebbe più essere assoggettato ad alcuna sanzione, anche se i suoi dirigenti concedono che il relativo smercio dovrebbe continuare a essere proibito.

Quando alla diffusione dei film porno, in televisione essi dovrebbero potersi vedere liberamente persino durante il giorno; soltanto quelli di contenuto violento andrebbero confinati nella fascia tardo-serale. L'educazione sessuale dovrebbe diventare materia scolastica d'insegnamento anche per i bambini più piccoli; una volta sedicenni, inoltre, tutti dovrebbero poter recitare nelle pellicole pornografiche o addirittura prostituirsi. Si' al sesso con gli animali, no ai maltrattamenti. Infine, assoluta libertà di circolare nudi in pubblico, ovunque e di chiunque si tratti.

"Un divieto rende semplicemente i bambini più curiosi", è stata la chiosa di van den Berg, quasi in tono protettivo. "Quelli dell'Nvd", ha non a caso commentato con il medesimo giornale una veterana della lotta alla pedofilia, Ireen van Engelen, "vogliono farsi passare come se si attessero per veder riconoscere ai bimbi maggiori diritti, ma e' ovvio che hanno posizioni a tutela del loro stesso, esclusivo interesse". A giudizio degli esperti, comunque, il nuovo partito è destinato a raccogliere ben pochi consensi: anche se, a completamento della propria "piattaforma", l'Nvd prevede altresì temi non filo-pedofili quali la totale legalizzazione di ogni tipo di droga, leggera ma pure pesante, e la possibilità di viaggiare sempre gratis in treno per l'intera popolazione.

May 10

Se questo è un record...

Gb shock, partorisce a 11 anni

Poizia arresta il compagno 37enne

 

A soli 11 anni dà alla luce un bimbo. Ai medici aveva detto che aveva mal di pancia. Il "compagno", un uomo di 37 anni, l'accompagna all'ospedale a Londra. Poco dopo, la neo baby mamma, forse somala, partorisce un maschietto. "L'intero episodio è stato sconcertante - spiegano i medici - è solo una bimba. La testa del neonato era già spuntata fuori prima che l'ostetrica si avvicinasse". Il 37enne è stato arrestato.

La bambina era andata in ospedale per forti dolori alla pancia. I medici le avevano dato due pasticche di paracetamolo. Andata in bagno, ha iniziato a gridare. Davanti agli infermieri increduli, era iniziato il travaglio. Subito dopo, è nato il piccolo. Il papà, fermato a Uxbridge, è stato prima arrestato e poi rilasciato dopo aver pagato una cauzione.
Il piccolo è ricoverato ancora in ospedale, sotto stretta osservazione. La baby mamma è stata, invece, affidata al Consiglio comunale del quartiere Hillingdon. Il precedente record, quello della più giovane mamma britannica, apparteneva a una ragazzina di Poole, nel Dorset, Inghilterra meridionale. Era il 1999 e partorì a soli 12 anni.
April 28

Per parlare...

tre sorsi di caffè

 

Vado spesso al bar. No, non per i videopoker e nemmeno per passarci l'ora, vado per i miei tre sorsi di caffè.

Qualche giorno fa mentre stavo per bere il mio buon caffè (grande Mario :)) mi son fermato un attimo con la tazzina che sfiorava le labbra e ho pensato tra me "Non ho mai contato quanti sorsi impiego per berlo!".

Ora lo so, sono tre, sono sempre stati tre.

Non c'è, credo, un rituale tipico per bere un caffè; non so quanto sia importante berlo in tre/più/meno sorsi, so però che a me ne servono sempre e solo tre.

Il primo sorso è caldo e forte.

Il secondo arriva dopo un attimo di riflessione, durante il quale calssifico il caffè: buono/ottimo/schifoso; l'umore si adegua all'esito.

Il terzo è quello che rimane fino a che non si beve un sorso d'acqua, più il caffè è buono, più tardi lo bevo. Mi piace sfiorare il palato con la lingua per richiamarne il sapore.

 

E voi... di quanti sorsi siete? Li variate a seconda del caffè o siete costanti?

April 19

Radiofreccia

"Anch'io credo. Credo nelle rovesciate di Bonimba, e nei riff di Keith Richards. Credo al doppio suono nel campanello del padrone di casa che vuole l'affitto ogni primo del mese. Credo che ognuno di noi si meriterebbe di avere una madre e un padre che siano decenti con lui almeno finchè non si sta in piedi. Credo che un'Inter come quella di Corso, Mazzola e Suarez non ci sarà mai più, ma non è detto che non ce ne saranno altre belle in maniera diversa. Credo che non sia tutto qua; però, prima di credere in qualcos'altro, bisogna fare i conti con quello che c'è qua: e allora mi sa che crederò primo o poi in qualche dio. Credo che se prima o poi avrò una famiglia sarà dura tirare avanti con trecentomila al mese, però credo anche che se non leccherò il culo come fa il mio caporeparto difficilmente cambieranno le cose. Credo che c'è un buco grosso dentro, ma anche che il rock and roll, qualche amichetta, il calcio, qualche soddisfazione sul lavoro, le stronzate con gli amici, bè, ogni tanto questo buco me lo riempiono. Credo che la voglia di scappare da un paese di ventimila abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso, e credo che da te non ci scappi neanche se sei Eddy Merckx... Credo che non è giusto giudicare la vita degli altri, perchè comunque non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri. Credo che per credere, certi momenti, ti serve molta energia."

 

Freccia (Stefano Accorsi) in RadioFreccia

April 06

I conti non tornano... MAI!

Segnalazione dal Blog http://bunkr.splinder.com/ ...
Circola una mail, riguarda Berlusconi e compagnia fritta: un bambino di 7 anni che sappia usare una calcolatrice può smascherarli. E voi no? 

"Hai ricevuto il libro di Silvio? Ancora non l'hai utilizzato per la lettiera del gatto? Bene. Vai a pagina 154: c'è una serie di informazioni interessanti, tra cui, quella che più mi ha colpito è la prima.

E' scritto che nel 2006 il reddito medio degli Italiani è pari a 27.119 dollari, mentre nel 2001 era di 24.670 dollari. Facendo due conti, perciò, risulta che il reddito medio degli Italiani è cresciuto di circa 2.500 (2449) dollari.

Mi sono chiesto: ma perché mi danno le cifre in dollari? Io già ho difficoltà a capire le cifre in Euro, figuriamoci con la moneta di uno stato estero... E come me, anche moltissime famiglie, massaie e pensionati che hanno ricevuto il libro!

Comunque, per capire meglio queste cifre, mi sono fatto un po' di conti; sono andato sul sito internet www.uic.it (a questa pagina), che è il sito dell'Ufficio Italiano dei Cambi, per tradurre le cifre in euro.

Dunque, il 22 maggio 2001 (il giorno dopo le ultime elezioni politiche), per fare un dollaro ci voleva un euro e 15 centesimi, quindi 24.670 dollari (reddito 2001) moltiplicato per 1,15 fa: 28.370,5 euro.

Poi, il 31 marzo 2006 (l'altro ieri), per fare un dollaro bastavano solo 83 centesimi di euro, quindi 27.119 dollari (reddito 2006), moltiplicato per 0,83 fa: 22.508,77 euro.

In altre parole, mi si spacciano le cifre in dollari per farmi credere che il reddito medio sia aumentato mentre di fatto  è diminuito di 5861,73 euro!!!

Ho sbagliato i conti? E se sono giusti, ti prego, diffondi questa informazione!"

April 05

quelli che... tifano inter

Il Giorno Del Dolore Che Uno Ha (Ligabue)

Quando tutte le parole sai che non ti servon più
quando sudi il tuo coraggio per non startene laggiù
quando tiri in mezzo Dio o il destino o chissà che
che nessuno se lo spiega perché sia successo a te
quando tira un pò di vento che ci si rialza un pò
e la vita è un pò più forte del tuo dirle "grazie no"
quando sembra tutto fermo la tua ruota girerà.

Sopra il giorno di dolore che uno ha.
Tu tu tu tu tu tu...


Quando indietro non si torna quando l'hai capito che
che la vita non è giusta come la vorresti te
quando farsi una ragione vora dire vivere
te l'han detto tutti quanti che per loro è facile
quando batte un pò di sole dove ci contavi un pò
e la vita è un pò più forte del tuo dirle "ancora no"
quando la ferita brucia la tua pelle si farà.

Sopra il giorno di dolore che uno ha.
Tu tu tu tu tu tu tu tu tu...

Quando il cuore senza un pezzo il suo ritmo prenderà
quando l'aria che fa il giro i tuoi polmoni beccherà
quando questa merda intorno sempre merda resterà
riconoscerai l'odore perché questa è la realtà
quando la tua sveglia suona e tu ti chiederai che or'è
che la vita è sempre forte molto più che facile
quando sposti appena il piede lì il tuo tempo crescerà

Soprail giorno di dolore che uno ha
Tu tu tu tu tu tu tu tu tu...

April 03

Oggi voglio stare spento...

Vivere
è passato tanto tempo
Vivere!
è un ricordo senza tempo
Vivere
è un po' come perder tempo
Vivere.....e Sorridere!.......
VIVERE!
è passato tanto tempo
VIVERE!
è un ricordo senza tempo
VIVERE!
è un po' come perder tempo
VIVERE....e Sorridere dei guai
così come non hai fatto mai
e poi pensare che domani sarà sempre meglio
OGGI NON HO TEMPO
OGGI VOGLIO STARE SPENTO!

Vivere!
e sperare di star meglio
Vivere
e non essere mai contento
Vivere
come stare sempre al vento
VIVERE!......COME RIDERE!!!

VIVERE!
anche se sei morto dentro
VIVERE!
e devi essere sempre contento!
VIVERE!
è come un comandamento
VIVERE..... o SOPRAVVIVERE....
senza perdersi d'animo mai
e combattere e lottare contro tutto contro!.....
OGGI NON HO TEMPO
OGGI VOGLIO STARE SPENTO!.....

VIVERE
e sperare di star meglio
VIVERE VIVERE
e non essere mai contento
VIVERE VIVERE
e restare sempre al vento a
VIVERE.....e sorridere dei guai
proprio (così) come non hai fatto mai
e pensare che domani sarà sempre meglio!!

 

Manuel

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Vivo.